Con il nuovo provvedimento governativo del 6 aprile 2020, è evidente che il momento di ritorno alla normalità è ancora lontano. Rendiamo, perciò, pubblica la decisione del Consiglio Direttivo UNIDPO di rinviare il PRIVACY DAY UNIDPO 2020, già previsto per la fine di maggio e volto a celebrare le date del 25 maggio e del 26 maggio, i compleanni del GDPR e di UNIDPO.

Rimarchiamo nuovamente che l'evento è soltanto rinviato, a data e luogo da destinarsi:  Nondimeno il Direttivo sta valutando l'ipotesi di celebrare comunque queste due date così significative con un evento via web.

Il PRIVACY DAY resta per noi un appuntamento fondamentale, perché sempre di più sta emergendo la consapevolezza del valore del diritto alla protezione dei dati personali. Il periodo che stiamo vivendo ha mostrato a tutta la società l’importanza del digitale e ha evidenziato quanto sia essenziale la tecnologia.

E’ pur vero che, come ha recentemente ricordato l’avv. Nicola Fabiano, “[...] le soluzioni tecnologiche prima del concreto sviluppo dovranno aver superato, già in sede di progettazione, le opportune valutazioni relative alla conformità con il principio ex art. 25 GDPR (Data protection by design and by default). Inoltre, la stessa soluzione tecnologica dovrà garantire che siano trattati solo i dati personali necessari per ogni specifica finalità del trattamento per impostazione predefinita.” (qui il link all'articolo completo).

Non a caso "Il GDPR afferma chiaramente che il trattamento dei dati personali deve essere finalizzato al servizio dell'umanità” era la citazione preferita di Giovanni Buttarelli.

Riportiamo qui il link a un ottimo contributo dell'ingegner Marco Toiati, socio fondatore di UNIDPO, efficace e circostanziato come sempre.

Un sentito grazie va a Marco per la menzione che fa della nostra associazione.

Data protection officer (DPO): analisi e valutazioni per una corretta interpretazione del ruolo

In occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne ospitiamo un contributo della nostra associata e componente del Consiglio Direttivo, Avvocato Antonietta Confalonieri, nel quale si sottolinea l'importanza della protezione del dato personale in quanto diritto fondamentale della persona - "vittima vulnerabile".

Qui il contributo integrale.

 

Fermare la violenza non è solo una questione di leggi

L’Italia, come ogni altro Stato che ha ratificato la Convenzione contro la violenza di genere, riconosce “il diritto di tutti gli individui, e segnatamente delle donne, di vivere liberi dalla violenza sia nella vita pubblica che privata” e si è impegnata ad “adottare le misure legislative e di altro tipo necessarie per promuovere e tutelare” questo diritto (art. 1 COE N. 210, Istanbul 2011).

E’ chiaro che non è solo una questione di leggi, ma ciò che conta è la volontà di scegliere ed utilizzare ogni tipo di “misura utile”.

Il sistema normativo è “ottimo e abbondante” dato che le norme interne vengono integrate e coordinate con quelle europee. E’ necessario, invece, puntare sulla prevenzione e sul cambiamento culturale e sostenere la crescita personale e la preparazione professionale di tutti noi che viviamo in una società dove “portare rispetto” verso l’altro è ormai un atteggiamento raro.