Il destino dell’uomo è veramente imperscrutabile.

Era appena il 7 settembre che Carlo Dotti partecipava alla prima Assemblea dell’Associazione Nazionale Italiana dei Data Protection Officers dove veniva eletto, per riconoscimento pressoché unanime, Presidente del Collegio dei Probiviri.

Nessuno meglio di lui adatto a ricoprire un ruolo di garanzia così delicato per una giovane Associazione.

Una giornata allegra, quasi spensierata, insieme a tanti amici e colleghi.

Dopo qualche giorno, una piccola febbre, che non gli ha impedito di seguire per un mese i suoi clienti attraverso il computer e lo smartphone, ma che non lo abbandonava.

E poi, e poi una rapida corsa verso il destino.

Vogliamo salutarlo, ringraziarlo per quanto ha saputo e voluto donarci nel corso della sua vita, dedita completamente agli affetti familiari ed al lavoro, con una piccola indulgenza verso il golf: era straordinariamente contento, il lunedì, di mostrarci le coppe e le targhe che aveva vinto nelle gare sostenute durante il week end o quelle vinte nei mesi estivi.

Uomo integerrimo, gentiluomo d’altri tempi, ma curioso e aperto a tutte le nuove tecnologie, per formazione ed interesse professionale, sempre proiettato al futuro.

Non c’era nuovo dispositivo elettronico di cui non volesse conoscere caratteristiche e funzionamento.

Manager ai più alti livelli, nella sua vita in IBM, benvoluto ed apprezzato da tutti, collaboratori e superiori, fino ai massimi vertici internazionali.

Nessuno come lui sapeva trattare eventi complessi, riducendoli ad una sequenza ordinata e rigorosa di eventi semplici e perciò risolvibili.

Impegnato nella vita sociale: rotariano per natura e vocazione, ha servito il suo Rotary Club di Roma Est, come Presidente, impegnandosi direttamente in azioni di volontariato.

Presente in diverse associazioni professionali, nella Sezione Information Technology di Unindustria, nel Club dei Dirigenti delle Tecnologie dell’Informazione, alle quali non ha mai fatto mancare il contributo di idee e consigli.

Una notazione personale.

Ventidue anni fa, decidemmo insieme di fondare una società che lui ha sempre diretto con impegno, professionalità e successo. Ora lui ha preso un’altra strada, ma non ci ha lasciato soli.

Il suo insegnamento, la sua guida, la sua figura rimangono con tutti noi e continueranno ad aiutarci nel nostro percorso.

Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia, per confortarla in questo momento così difficile, nella consapevolezza di aver avuto la fortuna di vivere assieme ad una persona davvero eccezionale.

Ciao Carlo, ti sia lieve la terra.

Vincenzo Bianchini